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Rignano Flaminio: L’indignazione corre su Twitter. E non solo.

Siamo nel Luglio del 2006, tre coppie di genitori sporgono denuncia alla Polizia: i loro figli avrebbero subito abusi sessuali nella scuola materna di Rignano Flaminio. A questa denuncia ne seguiranno, nei mesi successivi, altre venti.

Il 24 aprile del 2007 vengono arrestate sei persone: tre maestre, Silvana Magalotti, Marisa Pucci e Patrizia Del Meglio; una bidella dell’asilo Cristina Lunerti; un benzinaio cingalese Kelum Weramumi De Silva ed un autore televisivo Gianfranco Scancarello. Secondo la procura di Tivoli nell’anno scolastico 2005-2006 sarebbero stati rei di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni e sequestro di incapace.

Il 10 maggio 2007 il tribunale del riesame chiede la scarcerazione, la procura ricorre in cassazione e cinque mesi dopo la corte suprema conferma le scarcerazioni: “Il quadro indiziario è insufficiente e contradditorio

Nel Luglio 2009 viene chiesto il rinvio a giudizio per cinque dei sei indagati.

Ieri, 28 Maggio 2012, dopo sei anni di processi e ricorsi la Cassazione ha deciso: tutti assolti, il fatto non sussiste.

Era facile immaginarlo. Un’inchiesta dove non esistono prove concrete: nessun testimone, nessun segno di abuso, nemmeno una prova scientifica né riprese pedopornografiche. I bambini, sempre secondo la cassazione, avrebbero inventato testimonianze indotte dai loro genitori. Fin qui i fatti.

La tv, i media e l’opinione pubblica in genere, hanno però sempre il bisogno di sbattere il mostro in prima pagina, una dimostrazione ne è la caccia alle streghe che in questi giorni è in atto a Brindisi dove persone informate sui fatti sentite in procura, vengono aggredite dalla folla che sta fuori ad aspettare un colpevole o lo strano caso di Erba da noi trattato nei mesi scorsi.

Ma quando si presenta la possibilità, come nel caso odierno, dell’inesistenza di un colpevole perché assolto o perché non c’è effettivamente reato ecco che si scatena la guerra tra innocentisti e colpevolisti. Negli ultimi tempi il campo di battaglia preferito tra queste due categorie è il social network ed in questo caso specifico Twitter.

Accade, durante il “Pomeriggio” di Canale “5” che la conduttrice Barbara D’Urso si lasci andare a commenti, diciamo così, populisti definendosi “sconvolta” per l’assoluzione delle maestre d’asilo, lasciando intendere di non credere nella loro innocenza e di conseguenza  di non rispettare la sentenza di un giudice della Corte Suprema. I colleghi “Vip”, che da sempre hanno sostenuto l’innocenza di Gianfranco Scancarello l’autore tv coinvolto nell’inchiesta, non ci stanno e tramite twitter danno sfogo al loro disappunto.

Paola Perego (della quale Scancarello è stato autore ai tempi di “Buona Domenica”) da’ il via ma non fa riferimenti diretti: A volte la luce della tv da alla testa e si giudica senza sapere senza approfondire e senza conoscere il dolore e la devastazione che lascia … A queste persone superficiali che usano la tv come gogna dico: vergognatevi.”

Le fa eco Georgia Luzi: “non ho parole Paola. Ma come si fa? Ma l’etica? La professionalità? Hanno ancora un valore? Mah.”

Marco Salvati (autore fedele di Paolo Bonolis) è lapidario: “La D’Urso legge “sconvolta” la sentenza di assoluzione di Rignano. Il suo pubblico abbaia rabbioso. Loro hanno deciso che sono colpevoli.”

Insomma di lì a poco “Rignano” scala la vetta dei “Twitter Trend”.

A colpi di cinguettii da un lato gli indignati, quelli che non credono nella giustizia, dall’altro gli amici che esultano per l’assoluzione e se 140 caratteri non bastano ci sono i link a dossier e articoli che fanno un po’ di chiarezza a chi non conosce l’intera vicenda.

Tutto ciò porta ad infinite riflessioni: potremmo parlare della gogna mediatica che ha rovinato delle famiglie risultate, poi, innocenti e che probabilmente saranno marchiate a vita dall’opinione pubblica che crede a quello che vede in tv e si affretta a dare un giudizio senza documentarsi (basti pensare che per la stragrande maggioranza degli italiani Rosa e Olindo sono colpevoli della strage di Erba, per me no e per questi motivi), dei vip che difendono ad oltranza un’assoluzione giusta solo perché avevano degli amici coinvolti ma non si sognerebbero di fare lo stesso per un’altra persona qualunque, si potrebbero anche consumare fiumi e fiumi di parole su come funziona la giustizia in Italia o su come dovrebbe essere data una notizia da una testata giornalistica: magari senza “faccette” limitandosi a raccontare solo i fatti. E chissà quanti altri spunti e quante altre battaglie delle quali però, non ci sarebbe alcun vincitore.

Ci rimane solo da sperare che sia andata davvero così, che quei bambini non abbiano per davvero subito alcun tipo di violenza e che sia stato tutto un grossissimo (grave) errore.

(via nottecriminale.it)

mediacrime@nottecriminale.it

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