(pubblicato su nottecriminale.it)

Quando si parla di crimine e fiction la polemica è sempre in agguato, lo è stato sia per ‘Romanzo Criminale’ scatenata dalle istituzioni e dal Moige, sia per ‘Vallanzasca’ con le proteste dei parenti delle vittime ultima in ordine di tempo, la programmazione televisiva prevista per il “giorno del ricordo”.

 Mancavano all’appello solamente le polemiche su Faccia D’Angelo (la fiction su Felice Maniero in onda il 12 e il 19 Marzo su Sky Cinema 1 HD), e siccome siamo un paese di criticoni prevedibili come il Natale a Dicembre o la Pasqua ad Aprile, puntuali eccole arrivare.
 Stavolta a fare la morale sono direttamente i sindacati della Polizia che chiedono a Sky di bloccare la messa in onda della miniserie. A dar voce loro, Franco Maccari segretario generale del Coisp (Coordinamento per l’indipendenza delle Forze di Polizia) :
 “E’ ora di finirla con la beatificazione mediatica di criminali e assassini, televisione e cinema continuano a sovvertire la scala dei valori, imponendo modelli di illegalità e violenza. Maniero -conclude Maccari-rischia di diventare un nuovo affascinante eroe per i ragazzini, che dovrebbero invece essere educati al disprezzo di personaggi che hanno ucciso in maniera spietata gente innocente, tra cui tanti uomini delle forze dell’ordine“.
 Sky, dal canto suo, difende la sua creatura e fa sapere che non esiste alcuna beatificazione mediatica di Felice Maniero e aggiunge che parallelamente alla fiction, su History Channel è previsto il documentario “La Mala del Brenta – la vera storia” dove gli inquirenti e le vittime sopravvissute avranno modo di raccontare la loro versione della storia.
 Nulla di nuovo dunque sul fronte polemico. Rispettabilissimo il diritto di critica, ma se invece di “fasciarci la testa prima di sbatterla” aspettassimo di vederla sta benedetta fiction, poi e soltanto poi potremmo criticare la presunta “beatificazione mediatica” del crimine. Ammesso e non concesso che raccontare una triste storia del nostro paese in una fiction o in un film non debba per forza di cose equivalere a beatificare il male a discapito del bene.
 La presa di posizione dei sindacati della Polizia, da un altro punto di vista, però, potrebbe essere giusta e condivisibile ma solo se queste richieste avvenissero non solo per le fiction, ma anche per tutti i programmi di infotaintment e non che ci propinano dalla mattina alla sera la maggior parte delle reti, in maniera piuttosto morbosa, talk su omicidi irrisolti e presunti assassini. Solo così potremmo sperare di avere meno collegamenti da Avetrana, meno turismo dell’orrore e meno “criminality-show”.