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Categoria: Pensieri e Parole

#Atac ti odio ( e anche a te #Trenitalia)

ataclogofakeMa quale Roma criminale? Se c’é un’emergenza oggi nella Capitale é quella relativa al servizio di trasporti pubblico. Se vivete o avete vissuto a Roma da studenti e poi (beati voi) lavoratori, a meno che non navighiate nell’oro da prendere un taxi per ogni spostamento o siete tanto masochisti da utilizzare la macchina, saprete sicuramente di cosa sto parlando. Con Atac e Trenitalia scordatevi -ma sul serio- di arrivare puntuali a qualsiasi appuntamento voi abbiate.

Per farvi un esempio: oggi esco di casa alle 14.40, vado a prendere il trenino metropolitano gestito da Trenitalia che dovrebbe (il condizionale é obbligatorio) passare ogni 15 minuti, per me é il mezzo più comodo e veloce perché c’ho la stazione sottocasa. Arrivo in stazione e consulto una tabella elettronica degli orari -stranamente funzionante- piena zeppa di ritardi dai 15′ ai 60′ minuti e il treno delle 12.55 non era ancora passato dopo 2 ore. Niente. Meglio prendere la metropolitana, accorciamo i tempi, penso. Linea B1 stazione Libia.

In mattinata c’era stato un allarme bomba alla stazione Colosseo ed era stata bloccata l’intera linea ma dopo neanche un’ora l’allarme é rientrato e il servizio subito ripristinato. Comunque, entro in stazione e dopo “solo” 10 minuti di attesa, una voce femminile annuncia che “il servizio é in forte rallentamento“, giusto il tempo di scambiare due parole co la vecchietta che si lamentava dell’inutilità di quella stazione, dato che un giorno si e l’altro pure ci sono problemi, che la simpatica voce maschile con lo stesso entusiasmo di quello a cui gli stanno bruciando casa, annuncia l’arrivo del treno.

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Storia di un voto negato, #iovotolostesso

iovotolostesso-valenciaQuesta è la storia di Silvia, Cristina e Francesco. Ma anche la storia di Massimiliano e Salvatore.

Silvia è una studentessa fuorisede, vive a Roma, paga le tasse, l’affitto e con lavori saltuari riesce ad ammortizzare le spese e venire incontro alla sua famiglia che la mantiene.

Cristina è anch’essa una studentessa ma di quelle che decidono di partire in Erasmus e fare sei mesi di esperienza all’estero per imparare una nuova lingua.

Francesco invece è un ragazzo del sud Italia trapiantato al nord per lavoro, ma essendo un precario non ha certezze sul suo futuro.

E poi ci sono Massimiliano e Salvatore due marinai – o meglio- due Marò del Reggimento San Marco (uno dei reparti speciali del Comando subacquei e incursori dell’Esercito italiano), che accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati durante una delle loro missioni, vengono “presi in custodia” dalle autorità locali in India.

Cos’avranno in comune, direte voi, Silvia Cristina e Francesco con Massimiliano e Salvatore?

Ben poco, a dire il vero ma una delle poche cose che li accomuna è il fatto di essere tutti cittadini italiani che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) godere degli stessi diritti in egual misura.

E invece accade che lo scorso 24 e 25 febbraio in occasione delle (mai come quest’anno), importanti elezioni Politiche

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La Frase della Settimana – “C’è tanta gente che preferisce un passerotto in mano…”

Era inevitabile: i protagonisti della settimana dovevano essere loro. Pierluigi Bersani e Matteo Renzi spalmati a qualsiasi ora del giorno e della notte nei palinsesti tv per le arringhe finali prima del fatidico 2 dicembre data che decreterà il nuovo candidato del centro sinistra alle amministrative 2013. Anche per quest’altra settimana di campagna elettorale c’è stato il consueto “confronto” stavolta andato su Rai 1 e copiato palesemente da quello andato in onda su Sky Tg 24 due settimane fa ma “format” a parte, si aggiudica il premio come  “frase della settimana”  una delle famosissime metafore di Bersani (che stranamente non fa parte del suo repertorio personale) uscita fuori nel suddetto confronto-scontro:

“(…)C’è tanta gente che preferisce un passerotto in mano che un tacchino sul tetto.”

(Al secondo 0.58 del video qui sotto trovate la citazione.) Che sarebbe nient’altro che la traduzione di un detto tedesco «Besser ein Spatz in der Hand als eine Taube auf dem Dach», che letteralmente significa

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