iovotolostesso-valenciaQuesta è la storia di Silvia, Cristina e Francesco. Ma anche la storia di Massimiliano e Salvatore.

Silvia è una studentessa fuorisede, vive a Roma, paga le tasse, l’affitto e con lavori saltuari riesce ad ammortizzare le spese e venire incontro alla sua famiglia che la mantiene.

Cristina è anch’essa una studentessa ma di quelle che decidono di partire in Erasmus e fare sei mesi di esperienza all’estero per imparare una nuova lingua.

Francesco invece è un ragazzo del sud Italia trapiantato al nord per lavoro, ma essendo un precario non ha certezze sul suo futuro.

E poi ci sono Massimiliano e Salvatore due marinai – o meglio- due Marò del Reggimento San Marco (uno dei reparti speciali del Comando subacquei e incursori dell’Esercito italiano), che accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati durante una delle loro missioni, vengono “presi in custodia” dalle autorità locali in India.

Cos’avranno in comune, direte voi, Silvia Cristina e Francesco con Massimiliano e Salvatore?

Ben poco, a dire il vero ma una delle poche cose che li accomuna è il fatto di essere tutti cittadini italiani che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) godere degli stessi diritti in egual misura.

E invece accade che lo scorso 24 e 25 febbraio in occasione delle (mai come quest’anno), importanti elezioni Politiche a Silvia, Cristina e Francesco venga negato, in un certo senso, il diritto di voto perché  esclusi dal dl. 223 del 18/12/2012 (quello che regola lo svolgimento delle elezioni politiche) a meno che non paghino, di tasca propria, le spese per il viaggio di ritorno nel luogo di residenza ed esercitare cosi il loro diritto ma in tempi di “spendig-rewiew” e di crisi, preferiscono rinunciare e al contempo risparmiare.

Cristina e tutti gli altri ragazzi in Erasmus, però non si danno per vinti e decidono di “votare lo stesso”, si riuniscono attraverso Facebook e Twitter e danno vita all’iniziativa “#iovotolostesso”: costituiscono dei veri e propri seggi nelle università straniere e vanno a votare, naturalmente il voto ai fini dei risultati italiani non ha valore ma con questa trovata danno una grande lezione di civiltà.

Chissà se quei voti sarebbero bastati a sbloccare la situazione d’ingovernabilità attuale? (trovate i risultati sulla pagina Facebook ufficiale dell’iniziativa)

MARO':PROCESSO RINVIATO A 18 FEBBRAIO,SI ATTENDE CORTE Massimiliano e Salvatore, da questo punto di vista sono invece più fortunati: nonostante la loro grave situazione giudiziaria in attesa di sentenza, l’India decide di concedergli ben 4 settimane di tempo per tornare in Italia e votare (si, avete letto bene 4 settimane, probabilmente voteranno anche al Conclave).

Non si sa bene quante “quote Imu” siano servite per pagare tutte le spese di questo andirivieni dall’India (i due erano già tornati a dicembre per festeggiare il Natale con i propri cari), ma sappiamo che ad accoglierli c’era il nostro premier Monti, giornalisti, fotografi e tv.

Insomma delle vere e proprie star.

I prigionieri italiani all’estero sono esattamente 2905 in tutto e sono stati ribattezzati “Prigionieri del Silenzio” nome dal quale è poi nata una Onlus (www.prigionieridelsilenzio.it ) e molto spesso non godono dei più elementari diritti e per un caso che finisce sui giornali o in tv tutti gli altri restano nell’ombra.

Non si capisce il motivo per il quale molti politici in questi ultimi mesi abbiano fatto a gara di solidarietà per i due Marò, qualcuno li voleva anche candidare alle elezioni (!!), e nessuno, o pochi altri, invece solidarizzi con i 2905 caduti nell’oblio.

Ovviamente nessuno qui vuole sputare sentenze di colpevolezza o meno, saranno poi gli organi giudiziali dei vari paesi a stabilirlo (anche se alcuni non godono neanche di un processo regolare), premeva solo però raccontare una delle tante storie che ti fanno capire quanta strada ha ancora da fare questo Paese per diventare civile a tutti gli effetti.

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@giuvannuzzo