Vorrei ma non POS. Siamo tutti dei “rompiballe”

La narrazione -o lo “storytelling” come dicono quelli cool- che sta passando in questi giorni dai quotidiani ai talk tv mi sembra, a voler essere generosi, quantomeno fuorviante.

Ci stiamo tutti concentrando sul fatto che sotto i 60 euro le attività e i liberi professionisti potranno anche non accettare pagamenti con la carta ma non specifichiamo che di fatto non cambierà proprio un bel nulla.

Se la manovra entrerà in vigore cosi com’è (ancora non lo è) i commercianti potranno rifiutare un pagamento con carta sotto i 60 euro senza essere sanzionati. Ma non vuol dire che saremo costretti a pagare gli importi fino ai 60 euro in contanti e, soprattuto, ciò non esenta i commercianti e liberi professionisti dall’obbligo di avere un Pos. Quello rimane. Per tutti.

Quindi, quando vi diranno «non sono obbligato ad avere il pos» non credetegli. Se non accetteranno il vostro pagamento con la carta, prendete coraggio, mollate tutto alla cassa e andatevene.

Non cambia nulla. Potete continuare a pagare i caffè e le colazioni e tutto il resto con la carta senza alcun problema.

Chi vi dice che paga le commissioni sul caffè pagato con carta mente sapendo di mentire ed evade sapendo di evadere: sotto i 5€, infatti, nessun commerciante paga commissioni sui pagamenti elettronici (le commissioni le paghiamo noi pagando 1,10€/1,20€ un caffè che ha subìto un aumento solo speculativo altro che inflazione).

«Ognuno deve essere libero di pagare come vuole» ha detto il Ministro la settimana scorsa, definendo chi paga con carta un “rompiballe”.

Giusto. Fino ad oggi siamo sempre stati liberi di pagare nella maniera che abbiamo ritenuto più opportuna (non mi risultano commercianti che abbiano rifiutato pagamenti in contanti, il contrario sicuramente si), tocca ricordare al Ministro che anche quella di pagare con carta è “libertà”.

Siamo tutti dei rompiballe.