All’indomani della sconfitta dell’Italia contro la Spagna, c’è chi si è risvegliato con l’amaro in bocca e chi invece ha gioito. Naturalmente non sto parlando degli spagnoli che, ovviamente hanno festeggiato, ma di molti dei nostri conterranei che fin dall’inizio di questo europeo, tifavano contro.

Oltre a Radio Padania, che come noto esprime le sue idee anti-italiane ogni qual volta gliene viene data occasione e Beppe Grillo per il quale chi ha davvero perso sono gli Italiani ma che per loro “questa sconfitta vale più di cento vittorie”, c’è Marco Travaglio il vice direttore del ‘Fatto Quotidiano’ nonchè spalla più o meno “comica” di Michele Santoro e del suo ‘Servizio Pubblico’ che nell’ editoriale di ieri scriveva :

«Eroi in mutande. Io vorrei sapere, che si vinca o si perda, cos’è quel milione e mezzo di euro versato da capitan Buffon a un tabaccaio di Parma. Vorrei sapere quali e quanti calciatori coinvolti nell’inchiesta di Cremona per essersi venduti le partite in barba ai tifosi e alla lealtà sportiva, sono colpevoli o innocenti. Nessuna vittoria all’Europeo può cancellare lo scandalo»

La risposta di Giancarlo Abete , presidente della Federcalcio, non si è fatta attendere:

«Voglio tranquillizzare il dottor Narducci (ex pm ed ex assessore a Napoli che aveva parlato di «rischio di colpo di spugna») e il dottor Travaglio: nessuno mai ha pensato a indulti o colpi di spugna. Neanche se avessimo vinto noi 4-0. Chi ha commesso degli errori paga»

Dubbi leciti quelli di Travaglio, ma il suo nome accostato alla parola “mutande” non so a voi ma a me fa venire in mente una sola immagine :

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